UN DISEGNO RITROVATO PER SANT'ANDREA A MANTOVA

e una proposta per Pompeo Pedemonte

Libro dell'Architetto Giulio Girondi

presentato al RC Mantova il 1° marzo 2016 al Ristorante "Aquila Nigra"

 

 

Il relatore e il Presidente del RC Mantova (Avv. Erminio Araldi)

 

 

Un disegno attribuito a Pompeo Pedemonte e quindi della seconda metà del 500, è stato l’oggetto della relazione del socio, arch. Giulio Girondi. Il disegno, ora a Mantova in una collezione privata, getta luce sulla lunga storia di Sant’Andrea. Il foglio di studio ( in realtà tre fogli sovrapposti) presenta abside e transetto, nel Cinquecento solo abbozzati, e il vestibolo verso piazza Erbe.  La fabbrica era iniziata nel 1472 e rimasta inattiva fino agli anni ’20 del 500 quando dai documenti risulta la ricerca di fondi per portare avanti i lavori. In questo periodo è certa la presenza in basilica di Giulio Romano e del suo collaboratore Bernardino Giberti, ma non fino alla morte, in quanto fu Cesare Pedemonte a sostituire il Pippi. Con quest’ultimo si lavorò alle cappelle laterali intorno alla navata albertiana, al transetto e forse anche alla cripta, come sostiene Federica Cerchiari. Se Giulio Romano abbia modificato il progetto dell’Alberti è difficile dire, poiché le reali volontà del’Alberti restano ancora poco chiare. Ci si chiede invece se il foglio in questione presenti idee giuliesche, foglio attribuito a Pompeo, fratello di Cesare Pedemonte.

Nel disegno attribuito a P.P. il transetto della basilica si affaccia anche verso piazza delle Erbe con un vestibolo simmetrico a quello di P.zza Leon Battista Alberti, ma più grande e con elementi decorativi differenti. Se realizzato si sarebbe affacciato in corrispondenza del fianco del Palazzo del Podestà. Per realizzarlo in ogni caso sarebbe stato necessario acquisire e demolire le case-bottega corrispondenti.

Altre parti del disegno descrivono altre parti come quella terminale della basilica e la cupola, quest’ultima molto curata nel disegno e più grande di quella poi realizzata dallo Iuvarra, con riferimenti al Bramante per San Pietro e Sangallo per San Giovanni del Fiorentini a Roma.

Circa i vari aspetti ( coro, vestibolo e cupola) sembra di poter concludere che Pedemonte potrebbe avere aggiornato il progetto albertiano, aggiornandolo sul piano stilistico ed adeguandolo ai nuovi tempi. (B.B.)

 

 

 

 

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