"Monaci, frati e chierici a Mantova"

Dott. Giacomo Cecchin, ricercatore e cultore di storia locale

 

 

Dott. Giacomo Cecchin e Dott. Francesco Guarnieri /Presidente del RC Mantova)

 

Il presidente presenta il relatore, laureato in giurisprudenza, funzionario API, giornalista pubblicista, ricercatore, guida turistica. Il suo motto è Festina lente.

Il relatore distingue fra monaci, canonici regolari, ordini mendicanti, indicando anche i sottogruppi o le derivazioni. Anche i colori degli abiti li distinguono, ma soprattutto la regola. Dunque monasteri e conventi tra valles, oppida, montes, urbes. A Mantova Giuseppe II operò una razionalizzazione di conventi e monasteri, invece Napoleone li chiuse, salvo poi auto-dedicarsi una chiesa, S.Maurizio, come si evince dalla scritta ancora visibile. Con l’Austria post-restaurazione i conventi vennero trasformati in caserme, Mantova non è più la città di Bertazzolo, mentre la chiesa di S.Domenico, di cui rimane il campanile, fu abbattuta agli inizi del ‘900. S.Andrea prima fu romanica, poi gotica, per diventare la basilica albertiana che conosciamo. Le case che si addossano sui lati est e nord erano preesistenti, la basilica venne costruita all’interno dello spazio restante in quello che era il centro commerciale dell’epoca, tanto che di fronte c’è la casa del mercante Boniforte. Qui c’era un monastero benedettino, dipendente da S.Benedetto al Polirone, mentre S.Maria delle Grazie era francescana; d’altra parte i Gonzaga scelgono i Francescani anche per la sepoltura, nella chiesa di S.Francesco, cappella di S.Ludovico da Tolosa.

Interessante anche S.Maria dei Voti, l’Incoronata in Duomo, per la disputa tra Francescani e Domenicani sulla Immacolata Concezione a cui partecipò il francescano S.Bernardino da Siena.

Bernardino da Feltre invece fondò il Monte di Pietà in funzione antiebraica.

I Gesuiti si insediarono nella cosiddetta Insula studiorum, fondando l’Università a Mantova e S.Luigi è santo gesuita, ma proclamato tale dopo la fine dei Gonzaga.

La Casa della Beata Osanna e la Chiesa di S.Lorenzo sono gestite dal Terz’ordine domenicano e rimangono in città i Minori Francescani e i Carmelitani scalzi. Le chiese officiate oggi sono 18 su 60.