BATTI UN COLPO

Libro scritto da Gianni Dall'Aglio

Serata Interclub con il RC San Giorgio

 

 

L'Avv. Erminio Araldi, Presidente del RC Mantova

 

 

 

Gianni Dall'Aglio

 

 

 

 

 

I due Presidenti dei club Mantova e S. Giorgio, M.Giuseppina Sordi e Erminio Araldi, fanno gli onori di casa nella prestigiosa location di Ca’ degli Uberti presentando le autorità rotariane e non presenti, ma soprattutto il Relatore della serata Gianni Dall’Aglio che, accompagnato dalla moglie, parla del suo libro Batti un colpo e della sua lunghissima e straordinaria esperienza nel mondo della musica leggera italiana in qualità di batterista accanto ad artisti di grande spessore e fama come Celentano, Battisti, Mina, Patty Pravo, Loredana Bertè ed altri ancora.

Il relatore parla prima di tutto della sua infanzia, definita bella e difficile, della scarsa propensione per lo studio, anche a causa della balbuzie poi superata, degli inizi nella musica già a 12-13 anni, del fortunato incontro con Adriano Celentano, suo mentore non solo in campo artistico, ma anche di vita. Se non ha fumato, né bevuto, né tantomeno assunto droghe, come allora era frequente nel mondo che frequentava, è stato anche grazie alla presenza influente di Celentano, un giovane e poi un uomo di grande pulizia e semplicità morale.

Un altro tema trattato è quello della donazione di un rene alla moglie, della decisione dura da prendere e della grande gioia di aver superato il momento di incertezza e di paura.

Vari sono gli aneddoti che hanno arricchito la serata, riportando i presenti alla Mantova e alla vita degli anni’50 e dei primi ’60, quando l’automobile per gli spostamenti era prestata, quando in corso Pradella (sic), dove dall’Aglio abitava, passava un’auto ogni cinque minuti. La ricostruzione dell’epoca si accompagna al forte senso di amore per la città, nonostante i necessari spostamenti a Milano che viveva allora la sua grande trasformazione, colta da Celentano nelle sue più belle canzoni, come Il ragazzo della via Gluk, strada parallela a quella dove abitava con la madre foggiana e dove spesso Dall’Aglio si recava per accompagnare il cantante conosciuto in una serata a Salsomaggiore.

Un pensiero forte sul piano affettivo da parte di dall’Aglio va, oltre che alla moglie, ai genitori, alla madre e al padre, sempre presenti e incoraggianti.

Altre argomentazioni costituiscono la risposta alle domande del socio Tosoni e del Presidente Araldi. Dall’Aglio non condivide gli interventi civili e politici di Celentano, ma gli riconosce l’autenticità; racconta poi la storia della nascita del Clan,  quindi le sue esperienze nel mondo artistico dopo essersene allontanato e in particolare gli anni con Battisti e l’esperienza con Mina.

La canzone Pugni chiusi è sua per la musica e di Luciano Beretta per il testo, una canzone che viene poi cantata dallo stesso Dall’Aglio con Alberto Pianori, degna conclusione della serata, un omaggio finale ai presenti con altre due canzoni, secondo quanto anticipato in apertura da Giuseppina Sordi.