“Sviluppo industriale sostenibile

(Ing. Stefano Ballista Presidente Enipower Mantova)

Il relatore con il Presidente del RC Mantova (Rag. Gian Paolo Tosoni)

Vedi la relazione in power point

 

Sviluppo industriale sostenibile, il complesso tema affrontato dall’ing. Stefano Ballista dell’Enipower di Mantova alla presenza dell’ing. Dall’Aglio, direttore Tea.

L’ing. Ballista è una eccellenza mantovana, diplomato al Liceo scientifico di Ostiglia, laureato in ingegneria elettronica all’Università di Bologna, con esperienza lavorativa in alcune importanti aziende del settore prima dell’ingresso in Enipower di cui è presidente della sezione mantovana.

Eni ha il 10% della produzione energetica in Italia e lo sviluppo industriale sostenibile deve tener conto delle 3 P, Planet ( ambiente), People (gente), Profit (profitto). Come far marciare insieme i 3 elementi che né Copenhagen né Cancun hanno saputo risolvere? Due le strade : Efficienza energetica e Fonti rinnovabili. La prima soluzione appare come la più concreta e capace di dare nel breve periodo gli effetti più marcati sulla emissione di CO2 e sui costi. I metodi vanno dal consumo a Km. Zero al consumo informato, al rubinetto chiuso, al pedibus. Uno degli esempi concreti l’utilizzo di elettrodomestici di classe A++. Questo non succede per barriere culturali, gestionali, amministrative ecc.

L’efficienza dà anche opportunità di business, è una leva per tutti i tipi di azienda come dimostrano gli esempi fatti, da Google a BMW a Patagonia.

Enipower da parte sua col teleriscaldamento dà calore a 40.000 persone, con 20.000 tonnellate di CO2 in meno nell’ambiente.

Meno favorevole il relatore allo stato attuale alle Fonti rinnovabili che non sempre hanno costi sostenibili. Perciò bisogna investire in ricerca per arrivare a renderle competitive.

Si apre la discussione che vede numerosi e partecipati interventi.

Tosoni richiama la legge recentemente approvata, Guastalla chiede la proporzione fra i consumi delle case private e le aziende. Il relatore riprende la questione del mutamento culturale per la prima domanda e per la seconda parla di una proporzione di 1/3 e 2/3.

Interviene Gasparini che sottolinea l’indispensabilità di una produzione ciclica, non lineare poichè non basta l’efficienza invocata dal relatore. Questo in relazione all’alto tributo di malattie gravi a Mantova. L’ing. Ballista risponde che è necessario ottimizzare l’uso dei materiali anche a fine vita e insistere sulla raccolta differenziata.

Tamburrini evidenzia come ancora manchino conoscenza e coscienza del problema e su questo bisogna agire. Tacoli sottolinea la necessità di incentivi economici più forti per la tariffa bioraria e in generale per chi agisce virtuosamente nella riduzione dei consumi. Benedini sottolinea la dicotomia di un territorio che produce molta energia e nello stesso tempo è molto inquinato, ma non riceve contributi. Calanca constata che in Italia, anche a livello di amministrazioni comunali, non c’è una gestione intelligente e consapevole dell’energia come in altri paesi. Gorreri fa una disanima molto ampia della questione con richiami alla attuale visione dei problemi dell’ecologia o della sostenibilità.

Il relatore ricorda che non è l’Enipower alla base del problema salute a Mantova e che ci sono società come le ESCO che studiano l’ottimizzazione dell’uso energetico. A chi si è posto in termini critici rispetto alla soluzione da lui proposta come la più concreta e percorribile risponde a sua volta con una domanda : Che cosa altro possiamo fare se non  rendere più efficienti i consumi?