"Cent'anni di moda, cent'anni di Lubiam"

(Giuliano Bianchi, figli, nipoti e moglie)

Il Dott. Pieraldo Carlini (Presidente del RC Mantova) tra i coniugi Bianchi (Giuliano e Marzia)

 

 

 

 

La conviviale si svolge all’interno della fabbrica Lubiam; l’argomento della serata riguarda infatti la fabbrica mantovana di abiti che ha compiuto 100 anni nel 2011. E’il Presidente Carlini ad introdurre il tema,

Prende la parola Giuliano Bianchi che riassume la storia dell’azienda e della famiglia, tuttora strettamente intrecciate. Dopo i bisnonni, sarti-barbieri, il fondatore è il nonno Luigi, il continuatore il padre Edgardo che introduce il modello fordiano, con una produzione in serie e lavoranti non specializzate, a differenza di Luigi che faceva abiti su misura con maestranze provette. Dopo varie sedi, nel 1938 c’è il trasferimento in viale Fiume. Nel dopoguerra col boom economico l’azienda arriva a 800 dipendenti.

L’azienda è familiare e in passato c’è stato qualche problema fra nonno e papà e fra fratello e papà; questa è la ragione per cui da Edgardo l’azienda è stata suddivisa in due tronconi, al fratello l’immobiliare, a Giuliano la produzione. L’azienda si è spesa anche nelle sponsorizzazioni sportive ( Benvenuti, Virtus Bologna, Giro d’Italia, Marcia Longa), nella pubblicità ( Carosello), nel premio Lubiam. E’ entrata in vari negozi importanti nel mondo, dagli Usa all’Inghilterra, e dagli anni ’90 la seconda linea della produzione è stata esternalizzata in Tunisia. Il padre Edgardo muore nel 2002, ma già dal 2000 in fabbrica era entrata la 4^ generazione, al figlio Edgardo è stata assegnata l’amministrazione finanziaria, a Giovanni la parte creativa e commerciale, a Gabriele l’innovazione tecnologica, la parte legale ai nipoti Andrea e Francesco Benedini. A breve entrerà anche l’ultimogenita Giulia dopo l’esperienza a Milano. Giuliano cita poi quello che Lubiam ha fatto per Mantova, da S.Pio X, all’RSA Luigi Bianchi, al restauro delle armature di S.Maria delle Grazie, a una sala di Palazzo Te, a un centro di rianimazione al Carlo Poma.

Prende la parola Edgardo che prevede altri giovani nell’azienda per nuove idee. Di fatto dal 1999 c’è stata una notevole riduzione dei costi fissi e la conservazione a Mantova di 350 dipendenti.

Giovanni che è all’ufficio stile parla dei nuovi prodotti, del nuovo marchio, più giovane, e dei nuovi mercati che assorbono il 50% del fatturato, vero traino del cambiamento aziendale, in un mercato che chiede sempre di più e continui aggiornamenti.

Marzia cita la collaborazione con Mantova Creativa, col Guggenheim e in generale col mondo dell’arte, da qui la presenza alla serata di Anna Bolognesi e di Renata Casarin. Oltre a questo aspetto Marzia ricorda le politiche di conciliazione fra famiglia e lavoro, dalla prima mensa alle vacanze al mare, alle gite, attività interrotte negli anni ’70 durante le lotte sindacali e la contestazione che si opponevano al cosiddetto paternalismo. Una notte durata molti anni fino al 2006 , quando con la legge Maroni è ripresa l’attività di conciliazione grazie al nido aziendale, alla presenza dei bambini in fabbrica in occasione delle feste, alle visite mediche, ai Cred estivi, ai buoni libro.

Interviene Carlini che chiede dei limiti e pregi di Mantova per fare impresa e risponde Giuliano che valuta positivamente la laboriosità e fedeltà dei dipendenti mantovani, anche se i cervelli migliori non si fermano in città.