Internazionalizzazione : l’esperienza concreta di una impresa mantova

Francesco Ferrari

(Titolare della Ferrari Costruzioni Meccaniche di Guidizzolo, Presidente Apindustria di Mantova e di Promoimpresa – Azienda  Speciale della Camera di Commercio)

 

 

 

 

 

 

Il relatore e il Presidente del RC Mantova (Dott. Francesco Guarnieri)

 

 

Il relatore dirige a Guidizzolo la fabbrica di macchine agricole, in particolare per orticoltura, ereditata dal padre Luigi, con circa 50 dipendenti. Inoltre è presidente di Apindustria e ha altri incarichi.

La fabbrica è nata 32 anni fa da origini artigiane a Guidizzolo dove c’è una tradizione orticola. Si tratta di un settore con relativamente pochi competitors e molte possibilità di ampliamento se solo ci fossero operatori, periti e ingegneri meccanici, difficili da reperire. Due i punti chiave, l’internazionalizzazione e l’innovazione. Per la prima, l’apertura è stata inizialmente verso la Francia e il metodo quello di fare squadra con altri del settore, costruttori di serre, operatori di trattamento e così via, per dare il prodotto completo chiavi in mano. Sono 20 le aziende in rete, di cui 5 o 6 mantovane, che insieme curano le fiere ( più di 10 internazionali) e i clienti. Per la seconda sono numerosi i brevetti per le trapiantatrici in cui la fabbrica è specializzata. I brevetti si giustificano perché si danno macchine diverse nei diversi contesti; ad esempio dove la manodopera è cara si danno macchine evolute e viceversa quando la manodopera è a costi bassi. Gli USA per esempio richiedono macchine semplici, ma durevoli.  Per questo è necessario un personale capace di usare la testa adeguando la ricerca alle necessità e alle richieste.

 Interessante la macchina per sarchiare che riduce il fabbisogno di erbicidi e serve anche per i cereali, non solo per i prodotti dell’orto. Un’altra macchina è quella della semina dell’aglio ( non trapianto) per un mercato di nicchia e alla fine sono 350-400 le macchine vendute.

Innovare è importante, ma anche costoso e i costi vanno ripartiti su più macchine e nuovi mercati. Oggi fare impresa è molto difficile, ma senza impresa non c’è niente.