IL TEATRO SOCIALE DI MANTOVA

Visita del teatro, guidati dalla Dott.ssa Alessandra Moreschi

26 ottobre 2015

 

 

La Dott.ssa Moreschi con l'Avv. Erminio Araldi, Presidente del RC Mantova

 

IL Teatro Sociale di Mantova è il maggiore teatro storico situato nel Comune di Mantova. Teatro di tradizione, si trova nel centro storico della città ed è di proprietà dei Palchettisti. Venne realizzato, tra il 1817 e il 1822, dall'architetto ticinese Luigi Canonica.

Nel corso della visita sono stati mostrati i manifesti originali degli spettacoli rappresentati nel Teatro nel XIX secolo, che erano stati catalogati ed archiviati dalla stessa Moreschi.

 

La concezione del nuovo teatro

Al termine del periodo napoleonico, esistevano in Mantova due teatri: il Teatro Regio, costruito nel 1783 dal Piermarini (da poco ribattezzato, all’austriaca, "Imperial-Regio Teatro"), nonché il "Teatro Scientifico", costruito da Antonio Bibiena (il figlio di Ferdinando) nel 1769.

Il dibattito circa la necessità di un nuovo teatro si aprì il 4 dicembre 1816[, circa un anno e mezzo dopo l’abdicazione, proprio a Mantova, del Viceré del Regno d’Italia Eugenio di Beauharnais, che segnò l’inizio della dominazioneaustriaca.

Il 12 gennaio 1817 venne formata una speciale commissione di notabili cittadini incaricata di selezionare una forma architettonica ed un progettista adeguati. Mentre ancora era da decidere chi avrebbe ottenuto l'incarico, certa era invece la collocazione del nuovo edificio: in un'area molto centrale, alla confluenza di sette strade, occupata da circa dieci edifici da abitazione che si sarebbero acquisiti ed abbattuti.
La commissione scelse di non rischiare e si rivolse al noto progettista Luigi Canonica, già architetto reale e, fra l’altro, autore di notevoli progetti come: l’allargamento del Teatro alla Scala di Milano, la nuova sala del Teatro Grande di Brescia e la riedificazione del Teatro della Condordia di Cremona. L'architetto propose due progetti e tra di essi la commissione scelse quello più maestoso, che presentava il Teatro ornato con un peristilio di sei colonne.

L’edificio

L'esigenza di erigere un nuovo teatro nella città di Mantova fu evidenziata da Luigi Preti nel 1816. Mancava infatti un Teatro nella zona più centrale della città, considerato inoltre che durante la stagione invernale era difficile usufruire del Teatro Regio a causa delle intemperie e del clima rigido, in quanto distante dal centro cittadino dell'epoca; il Teatro Regio era infatti collocato in Piazza San Pietro, l'attuale Piazza Sordello. La facciata del Teatro Sociale fu pertanto studiata con un largo peristilio anche per facilitare l'arrivo delle carrozze, da cui si poteva scendere al coperto.

Il 24 giugno 1818 alle ore dieci e mezzo, alla presenza del Conte Ferdinando Arrivabene, del Marchese Francesco Zanetti, di Luigi Preti e dell'architetto Giovanni Battista Marconi, incaricato della direzione dei lavori, venne posta la prima pietra.

L'edificio fu concluso nel 1822 e aperto la sera del 26 dicembre. A tal proposito narra Luigi Preti : " (...) per merito de' virtuosi e per venustà di decorazioni, superò persino l'aspettativa che pure se ne aveva grandissima."

Il Canonica disegnò un edificio ispirato agli schemi più caratteristici del teatro d'opera italiano di gusto neoclassico. Che vennero, in effetti, formati proprio dal Canonica e dal suo maestro Piermarini. Il cantiere venne realizzato dall'architetto Marconi.

 

La Facciata

 

 


La facciata si presenta con un peristilio d'ordine ionico a sei colonne e frontone triangolare. Sul frontone si legge " Aere Sociali Anno MDCCCXXII". Scrive a tal proposito il Preti: " La simmetria architettonica delle finestre e di ogni parte della facciata e dei fianchi, non che l'ordine inferiore a bugnato, contribuiscono molto al suo ornamento. " Nella facciata sono collocate le statue di Melpomene e Talia, opere di Antonio Spazzi.

Da un lato del Teatro si costruì una " Bottega del Caffè", sull'altro lato dei locali per le abitazioni "de' Virtuosi" .

 

La Sala

 

 La sala è composta da tre ordini di palchi e due di galleria. Per le decorazioni interne, Canonica si affidò all’Hayez (che realizzò medaglioni rappresentanti Apollo e Minerva, ad ornare la volta della platea). Agli interni lavorarono gli stuccatori Staffieri e Berazzi ed i pittori mantovani Bustaffa e Orsi, che si era fatto conoscere per il lavoro realizzato presso il Teatro Sociale (Rovigo) ed era stato a suo tempo allievo di Alessandro Sanquirico, scenografo già operativo per gli interni del Teatro alla Scala.

Il 17 dicembre 1817 la commissione appaltò i lavori. Il teatro venne inaugurato il 26 dicembre 1822, con il melodramma "Alfonso ed Elisa" del Mercadante e "Gundeberga", un balletto del Coppini.

Gli stucchi interni sono opera di un altro ticinese, Gerolamo Staffieri, figlio di una nota famiglia di stuccatori di Bioggio.