. La tutela del lavoro tra mito e realtà

.Dott. Giuseppe Molinaro Magistrato, già Presidente Sezione del Lavoro Corte di Appello di Bologna

 

Il relatore e il Presidente del RC Mantova (Dott. Rolando Paladini)

Con una citazione da J.J.Rousseau sul lavoro il Presidente Paladini ha introdotto il tema della serata, “La tutela del lavoro tra mito e realtà”, del dott. Giuseppe Molinaro, già Presidente della sezione Lavoro presso la Corte di Appello di Bologna.

L’argomento è quanto mai attuale visto che parole chiave del dibattito politico sono flessibilità, modello danese, art.18. In realtà già il pacchetto Treu e la legge Biagi hanno trasformato il mondo del lavoro in Italia che negli ultimi anni ha visto numerose novità, dalla legge sul caporalato al contratto d’appalto, al contratto di somministrazione di manodopera, ai CoCoCo, al lavoro occasionale, al lavoro interinale in affitto, al contratto a termine. Quindi una certa elasticità e flessibilità esistono già nel mondo del lavoro e hanno portato a una notevole precarizzazione. Viene fatto l’esempio di Poste Italiane ( ma vale anche per altri gruppi come Telekom) che nel processo di riorganizzazione e di privatizzazione hanno molto ridotto i dipendenti, abusando del contratto trimestrale con costi elevati quando il dipendente ha fatto causa. Spesso la richiesta di flessibilità dissimula altri concetti.

In Italia poi le retribuzioni sono molto basse e il costo del lavoro elevato, non è perciò in gioco la flessibilità, ma il costo complessivo del lavoro. La stessa flex security danese è valida e possibile solo con una percentuale di disoccupazione bassa e una elevata mobilità. In Italia mancano i fondi e la scelta sta tra aumento della contribuzione o della fiscalità generale. Vanno prima di tutto reperite le risorse.

Dall’altra parte c’è la questione dell’art.18 che non riguarda solo comportamenti illeciti, ma anche l’organizzazione del lavoro. Non tocca le imprese con meno di 15 dipendenti. Occorre la giusta causa, il giustificato motivo. Se non c’è, il giudice procede alla reintegrazione. Bisogna tener conto della durata dei processi, che comunque hanno dei loro tempi, non comprimibili.

Interviene Paladini che vede la problematica viva anche in campo medico, sottolineando che negli apicali non c’è giusta causa, ma solo licenziamento;  Tarchini chiede da profano se sia possibile ridurre il contenzioso; ancora Paladini interviene sulla distanza tra economia e civiltà ( la donna nel campo del lavoro è ancora svantaggiata) ; Bonfatti Paini sulle delocalizzazioni. Su quest’ultimo aspetto il relatore sottolinea le diverse procedure, trattandosi di un licenziamento collettivo.