RENZO MARGONARI

 

 

Lunedì 30 gennaio 2006, sede del RC Mantova (Ristorante "Ai Garibaldini")

Renzo Margonari, pittore e critico d'arte, ha tenuto una relazione sul tema: "Marcel Duchamp e Renè Magritte: convergenze opposte". Una serata molto interessante, dedicata all'arte del Novecento e al percorso dal Dadaismo al Surrealismo.

 

(Questi non sono appunti, ... ma l'immagine degli appunti autografi del relatore)

 

 

Duchamp

Orinatoio (Fontana)
ready - made on  marble,  Altezza 62,5  cm, 1917-1964

Quadri di Duchamp  http://www.francescomorante.it/pag_3/312a.htm

 

Magritte

Una galleria di immagini di Magritte http://web.genie.it/utenti/f/frankmas/magritte/magritte.htm

 

Sito web di Renzo Margonari    http://xoomer.virgilio.it/renmarg/

Sunto della serata

All’inizio della riunione il Presidente Muriana ha salutato il Relatore Enzo Margonari e sua moglie Mimma; ha quindi provveduto ad alcune comunicazioni di servizio.

Al termine della cena, il Presidente ha presentato Enzo Margonari, nato a Mantova nel 1937, pittore, scultore, incisore, esperto e critico d’arte, direttore e redattore di numerose riviste culturali. E’ membro del FASIS di Parigi ed è l’unico artista occidentale a far parte dell’accademia di Shen Zen.

Margonari ha ringraziato il Presidente e ha subito premesso di non aver intenzione di fare provocazioni con l’attuale chiacchierata. Riferendosi alle fotocopie delle immagini di due oggetti (distribuite a tutti i presenti – l’orinatoio di Duchamp e la pipa di Magritte) si è proposto di farne un’analisi comparata. Le due opere sono state ampiamente dibattute, ma c’è ancora spazio di discussione. Come prima cosa, Margonari ha provveduto ad inquadrare storicamente le due opere ed a delineare il percorso artistico e filosofico dei due autori, percorso del quale faceva parte l’opera e la filosofia dell’arte di De Chirico.

L’orinatoio di Duchamp è un’opera dadaista (il dadaismo negava la cultura e l’arte nelle loro manifestazioni convenzionali), che l’autore ha intitolato “fontana”. Duchamp ritiene che sia l’artista a decidere che cosa ha valore artistico; nel caso specifico ha preso l’oggetto e ne ha “rovesciato” la funzionalità: da oggetto destinato a ricevere un liquido esso è diventato un oggetto che lo emette (fontana). Duchamp ha firmato l’oggetto con firma rovesciata. Si può comunque argomentare che l’opera non sia pienamente riconducibile al dadaismo, in quanto “costruisce” un concetto d’arte.

Magritte aderiva alla pittura metafisica, che rifiutava anch’essa la cultura contemporanea. Nel caso dell’opera esaminata, Magritte ha dipinto una pipa su un quadro, e vi ha scritto “Questo non è una pipa” (Notare che ha scritto “questo” e NON “questa” intendendo che questo è un quadro, NON una pipa). Questo è un quadro, ossia un oggetto. Magritte ha fatto cioè un’inversione analogica, procedendo così all’annullamento del concetto di pittura: il quadro è un oggetto.

Dadaismo e pittura metafisica sono due posizioni negazioniste; in quanto negazionisti i due autori convergono. L’equivalenza delle due opere è evidentissima: alla fin fine, esse rappresentano la stessa cosa.

Al termine della Chiacchierata di Margonari, il Presidente Muriana ha aperto la discussione.

Il primo ad intervenire è stato il prof. Genovesi, obiettando che se l’arte si risolve nella cultura dell’arte, l’arte muore. La “Settima” di Beethoven viene capita dal loggione, dalla platea e dai critici. L’arte di cui il relatore ha parlato presuppone una base culturale elevatissima, che non può che essere elitaria.

Margonari ha risposto dicendo che, a partire dal 1930, l’arte è andata specializzandosi. Lui è un pittore e fa quadri; sa benissimo che esiste il problema della lettura delle opere d’arte, ma la specializzazione richiede spettatori preparati.

Genovesi non ha comunque rinunciato a ribadire il suo punto: per vedere questi quadri serve la preparazione; per ascoltare Beethoven, no.

La prof.ssa Bona Boni, a sua volta, contesta le posizioni del relatore circa l’arte contemporanea: per motivi professionali sa bene che i giovani (15 – 17 anni), che ancora non hanno preparazione, sono interessati all’arte contemporanea –e la capiscono- perché il loro linguaggio è lo stesso.

Dopo un breve intervento di Capilupi, che ha spostato il discorso sulla pittura “naif” (di cui Margonari è un grande esperto) e dopo la risposta del relatore, il Presidente Muriana ha ringraziato il relatore e gli ha donato un piatto di ceramica, opera di Andrea Iori; alla Signora Mimma, il Presidente ha fatto omaggio di un mazzo di fiori.