"IL CIBO E IL SACRO"

 

don Manuel Beltrami (sacerdote e teologo della unità diocesana S. Barnaba e Ognissanti),

 Emanuele Colorni (presidente della Comunità ebraica di Mantova)

 

 

 

don Manuel Beltrami, Pieraldo Carlini (presidente del RC Mantova) Emanuele Colorni

 

Il cibo – secondo Colorni- è sacro come si evince dal Deuteronomio “ mangerai, ti sazierai e benedirai il Signore”. La benedizione dà sacralità al cibo, il pane e il vino sono i cibi più importanti per gli Ebrei, il primo simbolo della vita e della gioia, il secondo alimento per eccellenza, legato alla fatica del lavoro.  Non hanno una simbologia particolare, ma offrono l’occasione del ringraziamento, sono il mezzo con cui l’ebreo si rapporta a Dio.

La sacralità del cibo si esalta nelle feste dove il cibo è abbondante e alcuni cibi (Pane azzimo, erbe amare….) simboleggiano nella festa del Pesach la schiavitù in Egitto. Durante la cena  di Rosh ha shana alcuni cibi sfruttano l’assonanza tra i loro nomi ed verbi ebraici.

Ci sono poi i dettami alimentari che vanno a costituire la Kasherut. L’alimentazione diventa un rito, un modo di essere ed agire sacralmente. Nel Levitico e nel deuteronomio si delineano le macrocategorie degli animali che possono essere mangiati e il divieto di utilizzare a fini alimentari il sangue animale. Il cibo nella tradizione ebraica sta proprio nell’osservanza di una severa normativa alimentare per non perdere la propria identità.

Nella prospettiva del Cristianesimo il cibo è sempre sacro perché ha a che fare con la vita, l’animale si nutre, mentre l’uomo mangia perché il cibo viene cucinato, attività che è una forma di creazione. Il cibo non è mai fast, ha bisogno di tempo, è fraternità. Inoltre nell’Eucarestia si rende evidente il legame profondo tra cibo e sacro, nell’identificazione di Gesù con Pane e Vino.

Nel Cristianesimo riveste particolare importanza anche il digiuno, un mezzo per farci discernere qual è la vera fame, di che cosa viviamo, di che cosa ci nutriamo per imparare a moderare i nostri appetiti; il digiuno come ascesi del bisogno ed educazione del desiderio.

Infine Loredana Colorni parla di Kascerut, norme che danno continuità alla tradizione, che creano un vincolo indissolubile tra le generazioni.