AVISpark : Casa delle AVIS mantovane; un progetto realizzato

Sig. Walter Belluzzi (Presidente dell’AVIS Provinciale di Mantova)

Dott. Corrado Ballerini (aspetti della comunicazione  ed informazione)

Ing. Francesco Bottoli (aspetti di struttura edile inerenti la realizzazione  del progetto)

 

P.I. Waletr Belluzzi e Dott. Rolando Paladini (Presidente del RC Mantova)

 

 

Dott. Corrado Ballerini e P.I. Walter Belluzzi

 

 

Dott. Rolando Paladini (Presidente del RC Mantova) e Ing. Francesco Bottoli

 

Il relatore, Valter Belluzzi, direttore del Gruppo industriale metalmeccanici, è presidente dell’Avis provinciale MN dal 2005 e ha sempre gravitato sul modenese. Nella sua relazione Avispark: casa delle Avis mantovane , un progetto da realizzare, ha avuto il supporto dei soci Ballerini e Bottoli che hanno partecipato come tecnici alla realizzazione dell’opera.

L’Avis è l’associazione di volontariato per la raccolta sangue più importante e la collaborazione fra Avis e ospedale di Mantova è iniziata grazie al dottor Stefani, socio presente alla serata, e all’avv. Beltrami allora presidente dell’Avis. L’Avis è nata 85 anni fa ad opera del dott. Formentano, ginecologo. I suoi valori sono la gratuità del dono e l’anonimato, la fiducia, la reciprocità. L’Avis provinciale nasce nel 1958 e dal 2011 c’è l’Avispark. Le sedi in Italia sono 94 e i donatori più di 17.000 che vengono continuamente reintegrati poiché dopo i 65 anni non si può più donare. Le unità di sangue donate sono 32.000,in provincia ne servono 16.000 all’anno, il resto va al Niguarda di Milano e al San Matteo di Pavia. Il fabbisogno di sangue è alto ( per un trapianto di sangue servono 200 unità). Il controllo qualità è molto rigoroso con certificazione nel 2006. Per incentivare i giovani si ricorre a molti sistemi come un Concorso canoro, la sensibilizzazione a scuola, attività sportive. Inoltre Avis, Aido, Abeo con l’Ufficio scolastico provinciale hanno ideato un progetto : La mia vita in te per incrementare la cultura del dono. La sfida è l’autosufficienza in una popolazione che invecchia e la pianificazione delle donazioni per non sprecare ( dopo 30 gg. il sangue scade). Un programma informatico Emo@dono raccoglie tutta la storia del donatore.

La nuova sede è una struttura tecnologica funzionale che ha decongestionato il Poma, situata a Cerese, ristrutturata da luglio a dicembre 2011 con 7.500.000 di contributi a fondo perduto della Fondazione Cariplo. La scelta del nome Park è stata spiegata dal dott. Ballarini come luogo aperto al territorio nel contesto di un progetto di comunicazione integrata attraverso volantini, brochures, face book, you tube.

L’ing. Bottoli ha introdotto con le procedure di alto livello messe in atto dall’Avis per la gara d’appalto. Si è operato su una struttura pubblica non utilizzata e ha mostrato i passaggi dal vecchio al nuovo con ampliamenti.

Interviene il dott. Stefani, che ricorda l’attività negli anni’ 80, anni di epatite e di aids che hanno richiesto la selezione accurata dei donatori; poi negli anni ’90 è venuta l’esigenza di un buon uso del sangue in tutte le sue componenti. Si complimenta con l’attività degli ultimi anni e auspica la crescita culturale a livello di giovani.

Il dott. Muriana  ricorda come Mantova sia sempre stata all’avanguardia sulle donazioni non solo di sangue; Polacco, da avvocato, facendo presente il contenzioso, confermato dalla legge promulgata allo scopo, nonostante la tracciabilità anche degli emoderivati, chiede se siamo veramente sicuri; il relatore richiama il modello mantovano che è diverso anche da quello regionale ed è molto accurato. Ci sono sono però associazioni meno affidabili, donatori a pagamento e sangue provenientedall’estero meno controllato. Per i donatori esiste l'obbligo di vaccinazione per evitare l' epatite C (anche per i portatori sani).

La dottoressa Valeria Focchiati ribadisce l’accuratezza  dei controlli anche rispetto alla febbre del Nilo trasmessa in Val Padana dalla zanzara culex. Bruna Paladini chiede se il sangue dall’Africa viene pagato. Il relatore chiarisce che il sangue è un farmaco e negli interscambi ospedalieri non è pagato, ma tariffato. Paladini fa presente che è necessario risparmiare, ma non in questo campo. Il relatore chiude con una lettura secondo la quale, nonostante la crisi, non c’è stato un calo nella beneficenza, osservando infine che donare sangue è una delle tante forme del donare.