GIORNALISMO: L'INVIATO DI GUERRA OGGI

Dott. Fausto Biloslavo

 

Il Dott. Renzo Tarchini, Presidente del RC Mantova, presenta il relatore

 

 

 

 

Conviviale all’Aquila Nigra col dott. Fausto Biloslavo, corrispondente di guerra per alcune importanti testate giornalistiche. Titolo della relazione Giornalismo: l’inviato di guerra oggi.

Il presidente Tarchini, salutati gli ospiti, cita il libro di Biloslavo, intitolato Gli occhi della guerra, precisando che il relatore sarà intervistato dal socio Stefano Lorelli.

Il relatore, giornalista e scrittore, triestino, con la passione per i viaggi e l’avventura, presente a Sarajevo durante l’assedio, inoltre a Kabul dove è rimasto in prigione per 7 mesi e in altri teatri di guerra.

Lorelli esordisce con il riferimento alla “ scuola triestina di inviati di guerra” e chiede delle “nuove guerre”. In effetti, secondo Biloslavo, dopo l’11 settembre è tutto cambiato, in particolare con l’Isis, anche in Libia, con la recente battaglia di Sirte, città che costituisce un trampolino verso l’Italia. Biloslavo ha effettuato l’ultima intervista a Gheddafi che già nel 2011 aveva previsto tutto. Poi passa all’esperienza nella ex Iugoslavia il cui collasso è durato 10 anni, quindi alla Siria dove sono nate le bandiere nere di cui allora i giornalisti non sapevano nulla. Le parole di Biloslavo sono accompagnate da immagini, soprattutto video che mostrano vari aspetti tra cui il ruolo contraddittorio della Russia che prima si ritira dall’Afganistan e poi entra in Siria con i carri armati guidati da Putin. Queste immagini hanno avuto il sostegno del Rotary di Soresina di cui Biloslavo è socio onorario.

L’Irak è oggi il fronte di maggiore attualità, ma il califfo non vince più. La battaglia di Mosul è iniziata mesi fa e durerà a lungo. La città simbolo è però Sinjar, città martire per il genocidio della minoranza religiosa né cristiana né musulmana.  Problema collegato quello delle bambine-spose di guerra. D’altra parte il libro è intitolato "Gli occhi della guerra" perché porta in copertina un bambino-soldato.

Su sollecitazione di Lorelli, Biloslavo parla del mestiere dell’inviato di guerra, molto pericoloso, per cui il giornalista deve aggregarsi, non procedere autonomamente. L’ambasciatore Sergio Romano sostiene che la situazione potrà essere risolta solo se Americani e Russi si metteranno intorno a un tavolo. Infatti l’escalation è iniziata dalla Crimea in poi con una nuova guerra fredda anche se non più ideologica.

Le domande dei soci dopo l’intervista-relazione sono numerose: intervengono Carlini, Protti, Girondi, lo stesso Lorelli, Capilupi. Riassumendo le risposte, non si tratta di una guerra giusta, ma necessaria soprattutto dopo l’11 settembre. Guerre terribili, senza pietà, senza prigionieri. Il ruolo dell’ONU dovrebbe essere rifondato. L’obbiettività del giornalista non esiste, si può raccontare la cronaca e farlo in maniera onesta. Bisogna fare attenzione al terrorismo in Europa perché, se il califfo verrà sconfitto, ci saranno molti terroristi di ritorno, almeno 5.000 sono partiti e molti ritorneranno, spesso ragazzi giovanissimi. E’ necessario ridisegnare dei confini che a suo tempo sono stati fatti con matita e righello.