31 marzo 2008

"Il Museo Diocesano Francesco Gonzaga"

Relatore: Mons. Roberto Brunelli, Direttore del Museo

 

Giampaolo Pezzoli (past President), Mons. Roberto Brunelli e Giampaolo Sabbioni  (Presidente del RC Mantova)

 

LA CENA IN EMMAUS (dal Museo du Louvre, in prestito a Mantova) settembre 2008 - gennaio 2009

 

 

FRANCESCO GONZAGA

Il museo porta il nome di un esponente tra i più ragguardevoli della famiglia signorile che dominò sul territorio mantovano dal 1328 al 1707. Egli nacque nel 1546 a Gazzuolo, di cui il padre Carlo deteneva la signoria; rimasto presto orfano, si trovava a Madrid, al seguito di Filippo II re di Spagna, quando maturò la decisione di farsi frate, entrando nell’ordine francescano dove mutò l’originario nome di Annibale in quello di Francesco. Stimatissimo dai confratelli, a soli 32 anni fu eletto ministro generale di tutto l’ordine, cui impresse un profondo rinnovamento secondo la lettera e lo spirito del Concilio di Trento.
Lo stesso rinnovamento portò in seguito nella diocesi di Cefalù, di cui divenne vescovo, e successivamente in quella di Mantova, che resse dal 1593 alla morte, nel 1620. Qui tra l’altro fondò il seminario per la formazione dei sacerdoti, riordinò le istituzioni di carità, fondò chiese e conventi, e completò la decorazione della cattedrale con un grandioso ciclo di affreschi, nuovi altari, arazzi e raffinate suppellettili. Altre si procurò a Parigi, dove fu mandato come nunzio pontificio per due anni e dove riuscì a riconciliare Francia e Spagna (pace di Vervins, 1598).
L’instancabile attività, la personale povertà (anche da vescovo continuò a vestire l’umile saio francescano) e le altre virtù di cui dette costante prova hanno indotto ad avviare il processo per la sua beatificazione, per ora giunto allo stadio che gli riconosce il titolo di Venerabile.
Gli arazzi della cattedrale e pregevoli opere di oreficeria da lui volute sono oggi ammirabili al museo, per questo, e in genere per il suo amore per l’arte sacra, intitolato al suo nome.

 

DUEMILA ANNI MANTOVANI

La prima sezione ripercorre, principalmente attraverso sculture e dipinti, le vicende storiche e culturali della città e del suo territorio, dall’età romana sino al presente.

 

Marmi, con testimonianze della Mantova romana, della dominazione longobarda e di quella franca, della presenza ebraica, delle età romanica, gotica e rinascimentale.
 

 

 

 

 

Gli affreschi e le relative sinopie provenienti dalla basilica di Sant’Andrea, alcuni mantegneschi e altri opera di Correggio.

(Correggio)

 

(affresco mantegnesco)

 

Dipinti dal XV al XIX secolo, comprendenti tele dei pittori ispirati da Giulio Romano, nonché di Andreasi, Fetti, Borgani, Orioli, Fabbri.

 

 

Teodoro Ghisi: La Madre del Redentore (fine secolo XVI)

 

 

Sant' Anselmo (Francesco Borgani)

 

 

 

GLI SMALTI DI LIMOGES

E’ forse la più ricca collezione esistente di smalti realizzati nel maggiore centro di elaborazione di tali preziosi oggetti, la cittadina francese di Limoges. Gli oltre cento pezzi di questa raccolta, alcuni di dimensioni eccezionali e tutti affascinanti per raffinatezza di esecuzione, spaziano dal XII al XX secolo, eseguiti con le varie tecniche impiegate nei secoli per la realizzazione di tali opere, e con esempi delle loro varie destinazioni: figure devozionali, talora riproducenti celebri dipinti, ritratti di personaggi famosi, nonché oggetti d’uso, come coppe, piatti, cassette-secrétaire. Di particolare rilevanza un gruppo di opere appartenute al re di Francia Francesco

 

 

 

 

GLI AVORI

Il Museo diocesano espone anche una serie di sculture in avorio, tanto consistente da consentire un’ampia panoramica su questo genere artistico, qui rappresentato al meglio della qualità: opere di soggetto sacro e di uso profano, comprendenti una figura etrusca, cassette islamiche, intagli orientali, preziosi trittici medievali e rinascimentali. Integra la serie una insolitamente grande Madonna col Bambino in ambra

 

 

 

Il celebre Messale Romano detto di Barbara di Brandeburgo, miniato nel XV secolo da Belbello da Pavia e Girolamo da Cremona.

 

Reliquiari, ostensori, calici, pissidi e croci astili compongono questa sezione: un cospicuo numero di preziose oreficerie, in argento oro e pietre preziose, databili dal Medio Evo all’Ottocento. Tra essi, di particolare rilevanza appaiono il gruppo delle croci processionali, arricchite di nielli, smalti e figure a rilievo; le croci pettorali donate dall’imperatrice Maria Teresa d’Austria ai canonici della cattedrale e della basilica palatina; gli anelli episcopali. Completano la sezione antichi mobili di pregio, una raffinata Madonna col Bambino del Bellavite e una rara serie di gruppi intagliati in legno originari dell’Europa germanica, raffiguranti scene della Passione.

Le opere di oreficeria volute dai Gonzaga, testimoni eloquenti del fasto e del gusto propri della dinastia che governò Mantova dal 1328 al 1707, sono pressoché tutte perdute, in seguito a vendite o saccheggi. Si sono salvate quasi soltanto quelle donate dai signori alla cattedrale e alla basilica palatina, qui riunite insieme con altre, possedute o commesse da esponenti della casata. Tra di esse si segnalano: una grande Madonna col Bambino in argento dorato, opera francese del Trecento; una fastosa stauroteca, con smalti bizantini eseguiti per la corte imperiale nel X secolo; un cofanetto in madreperla e pietre preziose, eseguito da un orafo parigino nel 1533; l’Urna di Santa Barbara, cinquecentesca, in quarzo, ebano e oro; il gioiello in oro e gemme, donato dall’imperatore per il battesimo del poi duca Vincenzo I; il grande Crocifisso realizzato a Firenze dall’orafo dei Medici.

 

 

 

Madonna con Bambino (orafo dell'Ile de France, circa 1380)

 

Cofanetto (Pierre Mangot, Parigi 1534)

 

Reliquiario della Santa Croce (1572 - 73)

 

Gioiello con il monogramma del nome di Gesù (1561 - 62)

 

Reliquiario del Preziosissimo Sangue (Venezia, 1598 - 99)

 

 

LE ARMATURE

Questa sezione comprende il nucleo più cospicuo delle armature italiane quattro-cinquecentesche esistenti al mondo, un patrimonio inestimabile prodigiosamente salvatosi da dispersioni e sottrazioni. Queste celebri armature, che oltre agli esperti del settore attraggono il comune visitatore come autentiche opere d’arte, sono affiancate da un ricco apparato didattico relativo alla loro origine e alle loro vicende, alla nomenclatura e alla tecnica, nonché alla testimonianza di opere analoghe nell’arte, in particolare con la presenza di una statua coeva eseguita proprio a Mantova dai fratelli Dalle Masegne.

 

 

GLI ARAZZI

Una sala del museo accoglie i preziosi arazzi voluti dal Venerabile Francesco Gonzaga (vedi sopra, “Il titolare”) per la sua cattedrale. In vista della sua partenza per Parigi in qualità di nunzio pontificio, egli ne commissionò i cartoni al pittore mantovano Ippolito Andreasi, portandoli con sé per la traduzione in opera nel centro allora tra i più quotati del settore, e al ritorno dispose i preziosi drappi ad arredo del presbiterio. Gli arazzi, di grande formato, raffigurano gruppi di santi e episodi evangelici, attorniati da sontuose cornici in cui trovano posto scenette a monocromo di soggetti correlati con quello centrale, nonché lo stemma e l’impresa araldica del committente.



 

GIUSEPPE BAZZANI

Giuseppe Bazzani è il maggiore degli artisti nati a Mantova, dove ha trascorso l’intera vita (1690-1769) affrescando palazzi nobiliari e dipingendo tele di soggetto sia sacro sia profano, con esiti che lo fanno riconoscere come un maestro del Settecento europeo. Il Museo Diocesano ospita la più nutrita serie di opere sue, che consente di ripercorrere per intero il suo itinerario artistico e comprende capolavori quali L’Assunta, la Deposizione della cattedrale e la Visione di San Romualdo.

 

 

Deposizione (1740 - 45 circa)

 

Il sogno di San Romualdo (1753 circa)

 


Una selezione di dipinti e sculture del Novecento, conclusa da una collezione di opere di Lanfranco, il maggiore artista mantovano del secolo.



 

http://www.museodiocesanomantova.it