"QUELLA MANTOVA GIOVANE NEGLI ANNI RUGGENTI DL DOPOGUERRA AL '68"

Relatore il giornalista Renzo Dall'Ara (Paul Harris nel 2006)

Leggi la relazione integrale a cura dello stesso Renzo Dall'Ara

 

Il giornalista Renzo Dall'Ara e Angelo Casuccio, Presidente del RC Mantova

(Sintesi a cura di Bona Boni): La seconda guerra mondiale ha inferto molte ferite alla città di Mantova, in particolare nella zona di Cittadella, Ponte dei Mulini, Piazza Filippini, ma nel dopoguerra, con gli Americani, arrivò la democrazia, con il diritto di votare esteso alle donne. Poi le trasformazioni urbanistiche e sociali; la nuova Mantova, da via Bellalancia alla copertura di parte del Rio (progetto del ’39 attuato nel’55); la zona industriale. Una menzione particolare per il giornale della città, La Gazzetta, di Mantova in via Flli Bandiera 32,  giornale di servizio al punto da diventare addirittura il punto di riferimento per gli oggetti smarriti.

Un altro tema quello del Numero Unico dell’UGM, uscito per la prima volta la domenica delle Palme del ’55. Molto importante il fattore goliardia nella Mantova di quegli anni con punto di incontro il Teatro Sociale. Altra data importante il 20-9-1958, giorno di abolizione della “case chiuse”, dislocate in vari punti della città.

Il ’68 segna la fine di un mondo che metaforicamente nel 1983 venne sotterrato sotto il pronao del Sociale con una lapide che recita “Dal Guf al ‘68”.

Interviene il socio Capilupi che chiede al prof. Signorini di riferire su un aspetto dell’episodio della inaugurazione del ponte di Borgoforte. La richiesta è accolta volentieri e viene rievocato l’episodio goliardico con annessa recita del discorso tenuto dal balcone dopo la cosiddetta “inaugurazione”.