IL MIO STATO DELL'ARTE

Philippe Daverio

 

Il relatore e il presidente del RC Mantova (Dott. Pieraldo Carlini)

 

Il poliedrico Daverio, vestito con i colori della bandiera italiana,  spiega di aver voluto omaggiare il ristorante Ai Garibaldini, ma anche di voler pubblicizzare la sua corrente di opinione Save the Italy e di avere anche contattato allo scopo, ma senza esito, il presidente della Commissione europea Barroso.  Eppure l’Europa c’è perché c’è l’Italia, a partire da Cesare nelle Gallie. Gli Italiani poi sono unici al mondo perché vivono “cibandosi” di un grande passato e Virgilio è tanto più vivo di tanti vivi. Gli Italiani sono partecipi della civiltà più di ogni altro popolo e possiedono un grandissimo patrimonio culturale di cui però non sanno cosa fare. Ci sono anche bilanci molto carenti per i Beni culturali, 1/3 rispetto ai Francesi, ¼ rispetto ai Tedeschi e ministri bravi, ma incapaci di progettualità. Per questo bisogna ricorrere all”Imperatore”, cioè all’Europa, e creare intorno a noi una lobby di simpatia. L’obiettivo dovrebbe essere di tornare ad essere il Bel Paese, senza tornare alla povertà del passato. Per questo bisognerebbe darsi - afferma scherzando - un destino che potrebbe consistere in un programma “umanitario”, adottare cioè , ogni Italiano, uno dei 60.000.000 di miliardari che si creeranno nel prossimo futuro, per insegnare loro la qualità della vita in cui siamo maestri.

Il primo intervento è del presidente Carlini, in particolare perché si possano dare all’Amministrazione mantovana idee per l’Expo del 2015. Secondo Daverio non ne verrà molto di buono, anzi lui avrebbe preferito la scelta di Smirne al posto di Milano, anche per ragioni geopolitiche.

L’Assessore Tonelli introduce il tema delle prossime generazioni, difficili da raggiungere se il passato è superato e il futuro è tecnologico. Secondo Daverio l’innovazione tecnologica non cambia la psiche, ma produce un’evoluzione solo di superficie. Oggi l’aumento dell'informazione richiede maggiore sperimentazione ed è la città dove le persone si incontrano a creare più possibilità.

E’ la volta del socio Lorelli che articola varie richieste, sull’Expo, sull’utilizzo di Palazzo Ducale, su eventuali chances di Mantova per il 2019. Daverio risponde che per il 2019 occorre un progetto utile, ma osserva che del Ducale non si può fare un Louvre: servono progetti realistici, laboratori e sperimentazioni che non si basino sul centralismo statale né sul regionalismo puro.