Tematiche ambientali del territorio mantovano

Dottoressa Anna Maria De Togni, Assessore Ambiente del Comune di Mantova

 

La Dott.ssa Anna Maria De Togni e  il Dott. Rolando Paladini (Presidente del RC Mantova)

 

La Dott.ssa Anna Maria De Togni, il Dott. Rolando Paladini (Presidente del RC Mantova) e l'Arch. Gianni Bombonati (Presidente del Rotary Mantova Castelli)

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Gli obiettivi che l’Assessorato alle politiche ambientali del Comune di Mantova si pone sono il miglioramento della qualità dell’aria, la bonifica del polo chimico e lo smaltimento dei rifiuti, quest’ultimo il meno impegnativo dei tre. Il tutto nella direzione di uno sviluppo sostenibile ovvero tale da garantire la sostenibilità ambientale alle future generazioni. E’ ormai acclarato lo stretto rapporto fra ambiente e salute, rapporto che richiede prevenzione e precauzione. A Mantova tra dicembre e metà marzo le polveri sottili si sono mantenute molto alte. Si tratta di un fattore-rischio importante, di fronte al quale si prova un senso di impotenza, anche perché nessuno si prende la responsabilità di dichiarare lo stato di emergenza. La pianura Padana si comporta come una scatola chiusa, con scarsa ventilazione e quindi scarsissima dispersione dei fattori inquinanti. Per il prossimo inverno si rende necessario un protocollo di intervento. Il particolato viene dal traffico, dalla attività industriale, dal riscaldamento. I quartieri più esposti sono Valletta Valsecchi, Frassino, Virgiliana, Mottella, San Giorgio. Le centraline Arpa, collocate in Ariosto, Gramsci, S.Agnese e Tridolino, monitorano e inviano i dati al Comune. Gli interventi consistono nel teleriscaldamento (che però ha una rete ancora insufficiente), nel risparmio energetico, nella riduzione del traffico, nei controlli sui veicoli. Inoltre la popolazione va informata e la Regione Lombardia deve intervenire con misure drastiche su tutta l’area regionale.

Il secondo grande tema è quello del polo chimico, che occupa ben 1.000 ha nel parco del Mincio. L’inquinamento è nei terreni, ma anche nell’acqua del lago, sia pure in misura non preoccupante, mentre è grave la situazione dei sedimenti. L’acqua di falda non profonda è contaminata e richiede interventi urgenti, ad esempio con barriere idrauliche. Il danno ambientale è stato quantificato in 1.500.000 €, ma non si conoscono i criteri di tale quantificazione. Inoltre gli enti di controllo sono lontani. Per il futuro bisogna pensare alla riqualificazione, ma per ora bisogna occuparsi della sicurezza.

Intervengono Tosoni sul surnatante e Gasparini sulla gravità della situazione che produce non solo malattie a lungo termine, ma aborti e malformazioni nel presente, indicando la classe imprenditoriale come principale responsabile della situazione attuale che va affrontata a viso aperto. Benedini contesta la responsabilità della classe imprenditoriale, essendo Mantova città a vocazione prevalentemente agricola, e chiama in causa lo Stato e l’incapacità dei controllori. Angeli paragona Mantova a Taranto e a Casale Monferrato  e fa l’esempio del depuratore del Garda come una delle tante scelte sbagliate di cui gli stessi Mantovani sono responsabili. Taurozzi invita il Comune a una seria politica ambientale a vari livelli e ritiene non applicate le direttive europee.

De Togni conclude riprendendo un'affermazione di Tosoni e ribadisce la priorità di difendersi.