VISITA AL DUOMO DI MANTOVA

E CONCLUSIONE DEL SERVICE "ADOTTIAMO UN LIBRO"

Interclub con il RC Mantova Castelli

19 ottobre 2009

 

Foto della Conviviale al Ristorante Ai Garibaldini

Prof.ssa Bona Boni, Mons. Brunelli, Avv. Fausto Amadei (Pres. RC Mantova), Dott. Carlo Conte (Pres. RC Mantova Castelli)

 

Avv. Fausto Amadei (Presidente RC Mantova), Dott. Carlo Conte (Presidente RC Mantova Castelli)

   Fausto Amadei e Carlo Conte, presidenti dei club Rotary Mantova Centro e Castelli hanno coordinato l’Interclub avente come motivazione la volontà comune di restaurare alcune cinquecentine della Biblioteca del Seminario Vescovile. L’iniziativa Adottiamo un libro è nata lo scorso anno con Gianpaolo Sabbioni e proseguirà l’anno prossimo con Gian Paolo Tosoni, un impegno triennale che dà continuità ad un service patrocinato con grande entusiasmo anche dall’Assistente del Governatore prof. Giovanni Muriana. Il Seminario, col suo nuovo rettore, don Antonio Mattioli, ha ritenuto di esprimere la propria gratitudine invitando i soci rotariani ad una visita del Duomo, la chiesa più importante della Diocesi, un vero scrigno di capolavori  non sempre  noti agli stessi mantovani, visita guidata da Monsignor Roberto Brunelli, grande esperto dei segreti di questo edificio sacro ed autore di un’opera su di esso, recentemente ripubblicata nella sua versione breve. Alla fine della visita i convenuti hanno potuto ammirare le cinquecentine restaurate, vedere attraverso la documentazione fotografica la condizione dei libri prima dell’intervento e la nuova veste realizzata con grande perizia e attenzione dal laboratorio di restauro delle benedettine di Viboldone, veste che porterà questi libri che hanno già un’età media di cinquecento anni a raggiungere, si spera, almeno la metà del millennio appena iniziato, numeri e prospettive che danno un senso di vertigine proiettando il restauro in un futuro lontano, per generazioni assai distanti dalla nostra.

   Il patrimonio di libri antichi della Biblioteca del Seminario Vescovile di Mantova è molto ampio e prezioso e la necessità di interventi quasi pari. I sei libri restaurati grazie alla sensibilità dei due Rotary club mantovani sono una goccia nel grande mare delle necessità, ma il valore dell’intervento è in ogni caso molto grande e i nomi dei libri vanno dati uno per uno per marcare la loro individualità, quasi personalità. Si tratta di De re rustica che raccoglie quanto scritto di agricoltura dall’antichità fino al Rinascimento con le opere di Catone, Terenzio, Palladio, Columella ed è stato edito a Colonia, degli Statuta datiaria, criminalia et civilia, totius Communitatis Riperiae Lacus Baenaci Brixiensis, un libro importante per un’area geografica vicina alla nostra, la riva bresciana del lago di Garda, edito a Venezia, una Historia generalis plantarum, vale a dire un libro di botanica pubblicato a Lione e ancora, l’affascinante Fabrica de gl’horologi solari, la cui pubblicazione si situa nel 1598 a Venezia; infine due libri che appartengono alla storia della nostra città sia per l’argomento sia per la stampa avvenuta  a Mantova a due anni di distanza, nel 1556 e nel 1558. Si tratta di Gli ordini del reggimento del Monte di Pietà di Mantova sul quale compare una nota di possesso di un esponente della secolare famiglia mantovana Cappiluppi ( con questa grafia) e dell’ Ordo baptizandi secundum ritum Romanae Ecclesie ad usum civitatis Mantue realizzato per volontà del cardinale Ercole Gonzaga, figlio di Isabella d’Este, reggente del ducato dopo la morte del fratello Federico e committente a metà del 500 del rifacimento interno del Duomo ad opera di Giulio Romano.

   Il primo nucleo della Biblioteca del Seminario vescovile risale a quattro secoli fa per iniziativa del vescovo Francesco Gonzaga, al quale è attualmente intitolato il Museo diocesano, ed ha una dotazione di circa 35.000 volumi, tra cui 16 incunaboli, 630 edizioni del ‘500 e 827 edizioni del ‘600 già catalogate. Da catalogare invece le edizioni del ‘700, sempre facenti parte della dotazione del libro antico, tra cui si segnalano opere di grande rilievo storico come due copie della Enciclopedia di Diderot e D’Alambert.  La Biblioteca è aperta tre pomeriggi alla settimana ed è fonte preziosa di documentazione e di studio per i sacerdoti della Diocesi, per i giovani seminaristi, per gli studenti e gli insegnanti dell’Istituto di scienze religiose, ma anche per tutti coloro che abbiano necessità di consultare o di avere in prestito libri della Biblioteca. Viene frequentata pure da studiosi italiani e stranieri per la consultazione o la ricerca di libri e documenti rari, in alcuni casi unici, come il fondo Labus, uno studioso di fine settecento il cui patrimonio librario e manoscritto è ordinato nella Biblioteca del Seminario vescovile.

(b.b.)