TAZIO NUVOLARI

 

Cesare De Agostini

(giornalista, scrittore, biografo)

 

Al centro il Dott. Pieraldo Carlini (Presidente del RC Mantova)

 

Il relatore Cesare De Agostini

 

Dott. Pieraldo Carlini (Presidente del RC Mantova)

 

Il Direttore della Gazzetta di Mantova (Dott. Paolo Boldrini)

 

AUDIO DELLA RELAZIONE

 

Serata dal titolo Tazio Nuvolari rotariano col giornalista Cesare De Agostini, alla presenza del  direttore della Gazzetta di Mantova Boldrini, dell’Assessore comunale alla cultura Tonelli, del

Presidente dell’Aci Giancarlo Pascal, di Montagner, Tosini, Sassi..

Il Presidente Carlini introduce gli ospiti

Il relatore è figlio di un rotariano, giornalista e scrittore, appassionato di Nuvolari e di automobilismo.

Prende la parola Boldrini che parla di un debito di Mantova nei confronti di Tazio Nuvolari che fu  sottovalutato in vita e in morte ha avuto un busto, ma pagato dalla moglie. Anche il Museo a

lui  dedicato ha avuto una storia poco edificante.

De Agostini ripercorre la storia di Nuvolari dal punto di vista sportivo, dalla motocicletta- una  Indian- alla automobile- principalmente Alfa Romeo-, con alcuni aneddoti presentati anche nei

suoi libri e il ricordo di importanti vittorie. Il 28 aprile 1932 ebbe anche la dedica di D’Annunzio al Vittoriale, nella Prioria, in un’atmosfera da girone dantesco. Nel 1936 invece strinse la mano a

Mussolini, unico incontro col Duce. Molte le gare famose, rimaste nella leggenda e la sua capacità  di mettere la corsa sopra ogni altra cosa, anche la propria integrità fisica. Molto moderna la

sua  capacità di presentare la propria immagine e di farla valere per avere alti ingaggi. Nel 1950, l’ultima  corsa a Palermo, 82 km. in salita. Dopo il ritiro invece a Mantova usava una Renault e

andava a  passo d’uomo, lui che era stato anche nella scuderia di Ferrari e che aveva raggiunto i 350 Km. orari.

Intervengono Fario che lo ricorda mingherlino e quasi senza parola. Di lui e della moglie i Fario  furono esecutori testamentari, Benedini che ringrazia De Agostini e ne rammenta il passato di

conduttore di go-kart, Pascal che celebra Nuvolari come uomo del suo tempo, nel passaggio da una  società agricola a una industriale, ritenendo che sia un dovere morale

promuoverneancoraoggi  l’immagine, Lorelli che chiede del rapporto del campione col Fascismo e suggerisce di utilizzare la  filmografia a suo tempo acquistata dalla Bam per parlare ai giovani

di Nuvolari, facendo del Museo  non solo un luogo di conservazione, ma di promozione. A Lorelli risponde in parte Pascal citando  le aree video del Museo e in parte de Agostini ribadendo

che Nuvolari fu all’epoca “ politicamente  corretto”, nel senso che prese la tessera, diversamente non avrebbe potuto gareggiare con l’Alfa  Romeo, e fu nella scuderia di Autounion, marca

tedesca, infine che dopo la guerra votò monarchia.

Conclude Montagner ribadendo l’idea della contemporaneità di Nuvolari.