La battaglia di S. Martino e Solferino del 24 giugno 1859

 

Breve cenno alla storia e al contenuto dell’Inno di Mameli da parte della Prof.ssa Bona Boni e alla vicenda della nascita del tricolore da parte di Armando Rati, arrivo a S.Martino, dove è avvenuto il ricongiungimento coi soci arrivati con mezzi propri, visita della Torre di S.Martino e del museo accompagnati da una guida locale. Qui i soci convenuti hanno potuto ammirare gli affreschi che rievocano le tappe fondamentali del Risorgimento e raggiungere la terrazza della Torre mediante una rampa di oltre 400 metri da dove erano visibili le cascine coinvolte nella battaglia e sullo sfondo il Lago di Garda Sud, le Prealpi, il Monte Baldo.

Al Museo che raccoglie cimeli, armi e divise ha tenuto il suo intervento il primo relatore della serata, il socio avv. Aleardo Fario che ha parlato del contesto storico-politico che ha portato alla battaglia di S. Martino e Solferino. Ha dato anche ragguagli sulla Società Solferino e S.Martino, ente morale costituito nel 1871 ad opera di Luigi Torelli al fine di perpetuare la memoria dei Caduti in quella battaglia e di tutti coloro che combatterono per l’Unità e l’Indipendenza d’Italia. L’attuale presidente Fausto Fondrieschi ha mandato il suo saluto delegando all’avv. Fario, membro del Consiglio, il compito di fare gli onori di casa.

La seconda parte della serata si è svolta all’Osteria alla Torre dove è intervenuto l’avv. Enrico Maccari che ha centrato l’attenzione su Giuseppe Govone (1825-1872), un ufficiale piemontese che ha partecipato a tutta la vicenda risorgimentale dalla prima guerra di Indipendenza fino a Custoza nel 1866 e alla presa di Roma, oltre ad essere eletto deputato nel 1861 e a diventare  in seguito ministro della difesa: un omaggio a un esponente di quel mondo di galantuomini, come li definisce Piero Pieri, che hanno dato un contributo fondamentale a quel momento della storia italiana.

Infine ha preso la parola il Gen. Armando Rati che è entrato nello specifico della battaglia del 24 giugno 1859, dando conto in dettaglio degli uomini impegnati, delle tattiche e strategie militari adottate, dei risultati ottenuti dalle forze in campo per una battaglia che segnò l’alba dell’Italia, la cui unificazione nel Regno d’Italia giunse meno di due anni dopo, il 17 marzo 1861. Tre furono le azioni convergenti, la battaglia combattuta a Solferino, una seconda nella piana di Medole e la terza a S.Martino dove l’esercito Piemontese guidato da re Vittorio Emanuele si scontrò con l’ala destra dell’esercito Austriaco guidato dal generale Von Benedek. Al fianco dei Piemontesi c’era l’esercito francese guidato da Napoleone III. Sul campo si trovarono, senza sapere nel momento dell’avvicinamento l’uno dell’altro, circa 300.000 uomini. Lo scontro sui tre fronti fu estremamente duro e sanguinoso e durò l’intera giornata. Sul campo la mattina dopo e per una settimana si raccolsero i feriti e i caduti. Nonostante la vittoria, il successivo 9 luglio Napoleone III venne a patti con gli Austriaci firmando l’armistizio di Villafranca. In questi luoghi tra Brescia e Mantova non solo avvenne una battaglia decisiva, ma si confrontarono gli uomini più eminenti del momento. Oltre a Vittorio Emanuele e a Napoleone III arrivò anche Cavour, il grande tessitore, colui che aveva reso possibile l’appoggio dei Francesi alla causa Italiana e che, dopo un tempestoso colloquio con Vittorio Emanuele, diede le dimissioni.

 

 

 

 

Il Generale Armando Rati, il Rag. Gian Paolo Tosoni (Pres. del RC Mantova) e l'Avv. Aleardo Fario

 

 

 

Il Gen. Armando Rati

 

 

L'Avv. Enrico Maccari