Alessandro Gennari, ricordi di un intellettuale mantovano

(Dott. Giovanni Pasetti e Dottor Roberto De Martin)

 

 

Dott. Roberto De Martin, Dott. Rolando Paladini (Presidente RC Mantova) e Dott. Giovanni Pasetti

 

 

Il Presidente del RC Mantova con il Direttore della Gazzetta di Mantova (Andrea Filippi)

 

L’idea della commemorazione di Alessandro Gennari è stata di Franco Amadei, come ha ricordato Pasetti, che ha mostrato un passaggio del film Salò di P.P.Pasolini  girato in gran parte nel mantovano. Lo spezzone mostrava il volto e la figura di Gennari, amico personale di Pasolini, oltre che di Moravia e Maraini, a lungo frequentati. Pasetti ne ha rievocato l’attività di intellettuale multiforme, autore di romanzi, collaboratore di riviste e fondatore de La corte di Mantova ( poi La corte) con la collaborazione dell’Associazione Industriali. L’attività di Gennari si è conclusa con un programma televisivo di Paolo Limiti.

Come ha ricordato il presidente Paladini, Gennari è un esponente del territorio mantovano, tra i temi di questo anno rotariano, e come tale è stato ricordato anche dal dott. De Martin che ha rievocato la collaborazione tra mondo degli artisti e mondo industriale. D’altra parte, con un certo senso di ironia, ha ricordato il paragone del banchiere Mattioli secondo il quale bilanci e poesia sono entrambi opere di fantasia. Con la sua rivista Gennari in un certo senso è stato precursore del Festival della Letteratura dimostrando senso si preveggenza.

Al ricordo dei due relatori ufficiali si sono unite le voci dei soci Gasparini, Fario, Franco Amadei, Carlini che hanno portato episodi personali illuminanti a vario titolo della figura dell’intellettuale commemorato. Infine è intervenuto Rodolfo Signorini con un riferimento alla Corte non solo come titolo della rivista, ma anche nel senso antico, come unione di uomini di qualità riuniti per onore, nel caso specifico, per onorare un conterraneo di valore

 

 

 

RASSEGNA STAMPA

Gazzetta di Mantova di Mercoledì 14 giugno 2012, pag. 31 - Gdm.pdf

Gennari, un viaggio che non finisce mai

Una serata del Rotary per rendere omaggio all'intellettuale e poeta scomparso dodici anni fa

A distanza di 12 anni dalla morte, le gesta dell'intellettuale mantovano Alessandro Gennari sono ancora molto vivide. Un ricordo in suo onore è stato tracciato lunedì sera "Ai Garibaldini", dal Rotary Club Mantova, alla presenza del critico d’arte Giovanni Pasetti, che ha descritto più prettamente l'aspetto umano dell'artista, affiancato da Roberto De Martin, rotariano dì Belluno, soffermatosi a parlare in particolare dell'attività di scrittore esercitata da Gennari. Dopo l'esecuzione dell'Inno alla Bandiera, il presidente del Rotary, Rolando Paladini, ha descritto l'impegno del Club verso i giovani, la famiglia ed il territorio, comprendendo con quest’ultimo termine l'ambiente, i monumenti e gli uomini che hanno dato un esempio lungimirante. «Il futuro verrà sollevato dalla filosofia, dalla cultura, meglio se divulgate con le tecnologie moder­ne", ha osservato, annuncian­do che prossimamente verran­no intraprese iniziative a favo­re delle popolazioni colpite dal terremolo. Tra gli ospiti del convivio il direttore della Gaz­zetta di Mantova, Andrea Filippi, omaggiato con un volume in bianco e nero delle Grazie, il gagliardetto del Rotary ed alcune copie della rivista "La Corte di Mantova", della quale l'illustre concittadino era stato editore. Deceduto nel 2000 all'età dì 50 anni, Gennari divenne noto leggendo poesie in tv al fianco di Paolo Limiti, recitò per Pier Paolo Pasolini e scrisse con Fabrizio De Andrè il ro­manzo "Un destino ridicolo", portato sullo schermo anni più tardi con il titolo "Amore che vieni, amore che vai”. Il libro, in parte autobiografico, raccontava il primo incontro tra Gennari e De Andrè avvenuto durante un concerto a Mantova, in cui il cantautore rifiutò di portare a termine lo spettacolo. «Oggi la cultura è spesso messa tra parentesi – ha osservato Pasetti -, Alessandro divenne amico di Alberto Moravia. La sua prima opera fu una breve scenografia" ma poi si spostò per sempre verso interessi letterali. Il libro "Le ragioni del sangue" (che gli valse il premio Bagutta), narrava una storia partigiana diversa rispetto a quella ufficiale. A mio avviso è stato copiato da Pansa con il "Sangue dei vinti"". All' incontro erano presenti la madre Irma Caffini Gennari, con la zia Vanna Caffini, il figlio Alberto Gennari con la madre Ida Marano e la sorella Laura Gennari Plateo.

Graziella Savazza