NICOLA DE BUONO

 

 

 

IL MESTIERE DELL'ATTORE, CHE POI PER LA VERITÀ NON È NEANCHE UN MESTIERE, MA UNA PROFESSIONE DA LIBERO PROFESSIONISTA PER QUELLI DELLE TASSE, ANZI NO, UNA MISSIONE, COME UN PRETE, PERCHÉ ATTORI SI NASCE MICA SI DIVENTA, O, COME DICEVA PAOLO GRASSI ALLA SCUOLA DEL PICCOLO: "L'ATTORE, UN OPERATORE CULTURALE CHE OPERA SALTUARIAMENTE"... ANCHE SE MANGIA TUTTI I GIORNI, DICEVO CHE IL MESTIERE DELL'ATTORE È IL PIÙ BELLO DEL MONDO PERCHÉ SVILUPPA LA FANTASIA! SENZA FANTASIA UNO FA IL GELATAIO AL POLO NORD, MICA FA L'ATTORE. CERTO, C'È TANTA GENTE CHE RECITA ANCHE SENZA FARE L'ATTORE, MA QUESTO PERCHÉ LA VITA È UNO SPETTACOLO! INFATTI NELLO SPETTACOLO DELLA VITA L'ATTORE NON RECITA MICA MAI. MA QUANDO IO DICO ATTTOOORE! IO DICO QUELLI CHE CALCANO LE TAVOLE DEL PALCOSCENICO, QUELLI CHE SI TRAVESTONO DA PRINCIPE, DA RE, QUALCHE VOLTA DA IMPIEGATO E CHE QUANDO L'ULTIMO SPETTATORE SE N'È ANDATO, LUI SI GUARDA DAVANTI ALLO SPECCHIO E DICE: "...TO BE, OR NOT TO BE? CHI SONTIA MI?"  CHI SONO IO (?). E' UNO SLANG! E UNA VOCE LONTANA RISPONDE: "NESSUNO! SEI NESSUNO!" , CHE SAREBBE LA VOCE DELLA COSCIENZA. "MA SCUSA, SIGNORA COSCIENZA, SERVIRÒ ANCH'IO A QUALCOSA, SE MI PAGANO!". "NO, TU NON SEI NESSUNO! PERCHÉ NON CREI MACCHINE, Nè BOMBE, Nè CASE, Nè BOMBE, Nè OSPEDALI, Nè BOMBE...". " HO CAPITO, NON FACCIO LE BOMBE PER MANDARE LA GENTE IN OSPEDALE, PERÒ Dò LA FORZA AGLI UOMINI DI SORRIDERE!". E LEI BEFFARDA E VOLGARE: "COGLIONE, L' UOMO HA BISOGNO DI FATTI! AHHH ! AHHH ! AHH!". "OH, COSCIENZA, GUARDA CHE UN GIORNO FORSE...; PRONTO, COSCIENZA, PRONTO...". MA LA COSCIENZA È GIÀ VOLATA VIA. ALLORA LA MIA MANO STANCA COMINCIA A TOGLIERSI IL CERONE DALLA FACCIA, QUANDO MI ACCORGO CHE UN SOLCO MI RIGA LA GUANCIA. SONO LACRIME. LACRIME MISTE DI CERONE CHE CADONO INDELEBILI SUL MAGLIONE. PORCA MISERIA, UN MAGLIONE NUOVO, FIRMATO FERRÈ! QUESTE SON TRAGEDIE! E ALLORA LA TESTA MI VA IN CONFUSIONE: SHAKESPEARE - VERSACE, PIRANDELLO -ARMANI...; "IL MIO REGNO PER UN CAVALLO!" GRIDA RICCARDO TERZO! "Sì, UN CAVALLO", RIPETE MISSONI, CHE SUBITO RIMIRA IL CAVALLO DEI PANTALONI ...

 

 

Questo accostamento arte-consumismo vuole di fatto evidenziare come l'insediamento capillare della TV nelle case abbia rappresentato il più efficace strumento di pubblicità dei prodotti di consumo, anche quando il successo non corrisponde al valore qualitativo delle promozioni. A proposito di consumismo che, come diceva Pier Paolo Pasolini, non ha nulla a che spartire con il progresso,ricordo una irriverente battuta di Maurizio Micheli nel "Mi voleva Strehler": "Appena diplomato sognavo di fare Scottex, re di Scozia. Oggi mi accontento di Scottex casa".

 

Questo era l'elenco delle materie di studio alla scuola del Piccolo di Milano negli anni '60 :

Recitazione: Ottavio Fanfani, detto the voice, per l' inconfondibile voce baritonale .

Storia del teatro : Ruggero Jacobbi, grande critico teatrale, regista e poeta.

Storia della musica : Prof. Luigi Pestalozza

Dizione : Dora Setti

Mimo e movimento : Marise Flash, che ha curato tutte le messe in scena del Piccolo Teatro

Trucco : Vincenzo De Toma

Scherma : Sig.ra Ceriani

Danza, canto e infine

Educazione civica: Paolo Grassi, che con Giorgio Strehler presenziava al saggio di fine anno

 

Bene, cosa rimane di tutto questo? E sopratutto qual è oggi il significato deontologico delle scuole di recitazione, visto che lo Star System ci insegna che le case non si costruiscano più dalle fondamenta, ma dal tetto? Che prima necessita il veicolo pubblicitario e poi eventualmente un briciolo di professionalità! Quale spirito di abnegazione occorre, per consentire ai tanti immeritevoli di toglierci il pane di bocca e ai maghi cabarettisti di fregarci anche i grissini!(?)  Perfino i politici inseguono sfacciatamente la strategia dell'apparire, appropriandosi del nostro genuino esibizionismo e della penna per gli autografi! Petrolini diceva: "A me m'ha rovinato la guera!".  Io posso dire: "A me m'ha rovinato Kostantin Serghevich Stanislavskji", che mi ha insegnato ad amare le tavole del palcoscenico più del parquet di casa mia! Che mi ha educato a credere nella finzione teatrale come realtà, più vera della vita, più autentica e insostituibile del quotidiano.

 

 

è inesatto dire d'un signore:

"Quel bugiardo recita

Vuol far l'attore".

Certo ognuno interpreta una parte

per ambizione, vanità

capricci della mente.

Ma l'attore è vaccinato

Alla facile finzione.

Recitare è cosa seria, vera

autentica reinvenzione.

L'attore rappresenta i giochi della vita

Scava dentro l'anima

la parte più assopita.

L'uomo è solo una comparsa.

Il personaggio una gran cosa.

Di notte vive e splende

e di giorno si riposa.

E quando viene carnevale

e la gente si traveste

l'attore

sbadiglia e attende

la fine delle feste.

 

 

Sempre con riferimento a Petrolini, quando recitava "Tutto muore quaggiù", noi dobbiamo purtroppo constatare come la dizione in lingua stia agonizzando in virtù della cadenza dialettale; l'impostazione diaframmatica della voce, con esercizi che duravano anni, è diventata asfittica, grazie ai microfonini a spillo che amplificano i suoni a un chilometro di distanza! E lo studio del copione a memoria è quasi un optional, dopo l'invenzione di diffusori acustici che, infilati dentro l'orecchio, trasmettono la voce del suggeritore ad personam!

 

Naturalmente le eccezioni a questo mutamento dei tempi sono molte, basti pensare a Luca Ronconi, Mario Martone, Marco Bernardi,Glauco Mauri,Carlo Cecchi, ma anche personaggi come Dario Fo, Beppe Grillo, Vacis, Cocciante col " Notre Dame", che  hanno saputo sopravvivere e al tempo stesso convivere con le innovazioni, riuscendo a coniugare professionalità e improvvisazione, lo studio del copione con la reinvenzione quotidiana del testo. Un teatro di qualità, che non disdegna i giochi di luce computerizzati, i cambi di scena su piattaforma girevole e le immagini su grande schermo, con effetti stereo e primi piani cinematografici.

 

Questa sera, grazie alla disponibilità di un lettore "Cd", concluderò con una mia rivisitazione al femminile del celeberrimo Gastone di Petrolini. Farò sua sorella: Gastona. (Sono un attore)

 

 

RIVISITAZIONE AL FEMMINILE

"GASTONA" DI NICOLA DE BUONO

 

Io sono Gastona

Per gli amici Gastoncina

parente alla lunga di Cicciolina.

Anch'io voglio fare il Sindaco

Però siccome giro sempre nuda

più che Milano, preferisco le Bermuda.

 

Gastona, più' che bèlla sono bbona

Gastona, Gastona.

Gastona,un po' vera e un po' cialtrona

prendo il mondo alla carlona

Gastona, Gastona.

Tito, lui per me s'era impazzito.

Gianni, un modesto attacapanni.

Tullio, mi portava sul Tigullio.

Che signore, gran persona,

Gastona, Gastona.

 

Io sono un'inventrice, una creatrice.

Io ho inventato i calze-rotti,

calzini col buco...

fanno respirare il piede.

Mio padre invece

ha inventato le sigarette

più economiche al mondo.

Si chiamano

sigarette ... a scrocco.

L'unica che non ha inventato niente

è mia madre, poverina.

Lei ha il complesso della doppia cittadinanza

di giorno è francese, di notte ... russa.

Io sono molto ricercata.

Ricercata nel vestire, ricercata nel parlare,

ricercata dalla questura.

L'altro giorno mi hanno trovato

a braccetto di Franca Rame.

Volevano sapere chi dei due

era Dario Fo.

Come mi eccita il rischio !

 

Gastona, più che bella sono bbona

Gastona, Gastona.

Gastona,

un po' vera e un po' cialtrona

prendo il mondo alla carlona

Gastona, Gastona.

Rido

se penso a Giorgio e dico Guido.

Taccio,

quando mi dicono che piaccio.

Piango

se un uccellino va nel fango.

Solo con me lui s'affeziona

pensando a...

Gastona !

 

 

 

Note: Nicola De Buono scrive anche poesie. Una sua raccolta, intitolata "Perditempo", è stata pubblicata dall'Editoriale Sometti (Mantova) nel 1983. Un'altra, "Le smorfie", è del 1972 (Editore Piubello). De Buono ha scritto anche "Il mestiere dell'attore" (1980) con la collaborazione di Mario Artioli.

 

Tre poesie (dalla raccolta  "Perditempo"):

Un attore

Impara l'arte

Dario Fo